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Resto al Sud 2.0: come funziona, cosa finanzia e requisiti necessari
Resto al Sud 2.0: decreto attuativo 2025
Il decreto attuativo della misura Resto al Sud 2.0 è stato pubblicato ufficialmente sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2025, facendo seguito al Decreto del 9 luglio 2025, parte del Decreto Coesione convertito in legge. La pubblicazione sancisce l’entrata in vigore dello strumento rivolto ai giovani imprenditori del Mezzogiorno.
Resto al Sud 2.0: come funziona
La misura opera con una procedura a sportello, ovvero le domande vengono valutate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi.
Sono previste due opzioni tra cui scegliere:
1. Voucher di avvio (regime de minimis, non rimborsabile):
- Fino a 40.000 € per attività generiche;
- 50.000 € se il progetto ha componenti innovativi, digitali, ambientali o legati al risparmio energetico.
2. Contributo a fondo perduto percentuale:
- Fino al 75% per progetti fino a 120.000 €;
- Fino al 70% per progetti tra 120.000 € e 200.000 €.
Non è possibile cumulare voucher e contributo: occorre scegliere uno dei due strumenti.
Le domande si presentano esclusivamente online tramite la piattaforma Invitalia, con accesso via SPID, CIE o CNS, firma digitale e descrizione del progetto.
Resto al Sud 2.0: cosa finanzia
Le risorse possono finanziare:
- Attrezzature, macchinari e arredi, con una preferenza per beni innovativi, digitali, green.
- Software gestionali, servizi ICT e consulenze tecnico-specialistiche (meno del 30% del totale).
- Ristrutturazioni funzionali, fino al 50% del progetto, purché strettamente necessarie all'attività.
- Formazione, tutoring e supporto nella fase preliminare.
Sono escluse spese come terreni, immobili, leasing, consulenze interamente legate al personale, tasse e imposte, locazioni finanziarie, beni usati, sistemi “chiavi in mano” e auto non funzionali alla produzione.
Quali sono i requisiti per ottenere il bonus Resto al Sud 2.0?
Possono accedere i giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti, che siano:
- Inoccupati, inattivi o disoccupati da almeno 12 mesi;
- In situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione;
- Beneficiari del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori).
Devono inoltre essere residenti o avviare la propria attività in una delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) o in aree specifiche del centro Italia e isole minori.
Modalità operative:
- È richiesta l’apertura di partita IVA o la costituzione di una società (es. Snc, Sas, Srl, cooperativa, studio tra professionisti).
- Non possono partecipare soggetti che nei sei mesi precedenti abbiano cessato un’attività con lo stesso ATECO (fino alla terza cifra).
- Nelle società è possibile includere soggetti non beneficiari, purché il controllo resti ai soggetti agevolabili per almeno tre anni.
Resto al Sud 2.0: presenta la domanda
La domanda si presenta online tramite Invitalia, con accesso autenticato (SPID/CIE). Serve firma digitale e un progetto dettagliato, che includa cronoprogramma, descrizione degli acquisti, preventivi e risultati attesi.
Il tutoring e la formazione non sono obbligatori, ma danno punteggio extra e aumentano le chance di successo.
Focus: supporto dell’Accademia Liliana Paduano per centri estetici
Per chi desidera intraprendere un percorso professionale nel mondo dell’estetica e avviare un proprio centro, l’Accademia Liliana Paduano offre un supporto concreto per presentare domanda a Resto al Sud 2.0 e avviare con successo l’attività.
- Analisi preliminare
- Redazione del progetto
- Gestione dei documenti
- Scelta strategica
- Assistenza alla presentazione
- Formazione e tutoring post-domanda
Grazie a Resto al Sud 2.0, chi desidera avviare un centro estetico ha l’opportunità di trasformare la propria idea in un progetto concreto. Con l’accompagnamento dell’Accademia Liliana Paduano, ogni fase diventa più semplice e sicura, offrendo ai giovani professionisti la possibilità di costruire un futuro solido nel mondo dell’estetica.









